sabato 11 agosto 2007

Appunti d'estate

E' estate quando riprendo l'abitudine di alzarmi presto ed andare a comperare il giornale, lasciarlo sulla scrivania per poi riprenderlo nei pomeriggi caldi e leggermelo al fresco del ventilatore, all'ombra, il più lontano possibile dalle accalcate spiaggie.
Tra il desolante panorama della politica italiana, mi è capitato di leggere le condizioni degli omosessuali polacchi di questi tempi sotto un'onda di intolleranza. Leggo che ad un ragazzo il medico ha consigliato, in quanto paziente omosessuale, di rivolgersi ad un altro medico ossia ad un veterinario "sei un animale devi andare dal veterinario" ha sentenziato.
Leggo dell'arresto di due uomini che si baciavano al Colosseo. Tutte le associazioni gay a ribellarsi. Personalmente la penso come il filosofo G. Vattimo; non ho mai manifestato in pubblico i miei sentimenti: non quando sono stati per uomini, nè quando sono stati per donne. E' questione di educazione e temperamento probabilmente, ma credo sia anche cura e discrezione per i propri rapporti ed affetti. Non sento la necessità di lasciarmi andare a pubbliche effusioni per ottenere un passaporto di normalità. Non sento la necessità di provocare l'opinione pubblica con atti che per me appartengono strettamente alla dimensione privata.
Credo che se quei due giovani stessero dando spettacolo, sia stato giusto l'intervento della pattuglia; se così non fosse, è un segno di cosa sta accadendo, compresa la strumentalizzazione dell'accaduto. Nell'articolo la ministro Pollastrini diceva l'evidenza ormai: c'è un certo clima di intolleranza verso gli omosessuali che sta decollando verso vette sempre più alte, frutto delle discussioni politiche dei mesi passati, della polemica, dell'ingerenza eccessiva e non sempre coerente della e con la Chiesa. C'è, negarlo è ipocrita e controproducente. La signora che incontro in panetteria è molto più civile di alcuni deputati, dunque non sono le persone come lei la causa di tutto ciò.
Dulcis in fundo, leggo le affermazioni di Gentilini - la pulizia etnica degli omosessuali - tutto il mondo politico è insorto, persino Calderoli ha detto "non ci sto". Ma intanto...
Che ci sia un mercimonio dell'omosessualità come dell'eterosessualità, è cosa risaputa da tutta la comunità omosessuale, però attenzione stiamo scivolando nuovamente nel: omosessualità=illegalità.
Rimango della mia idea, per quanto impopolare, il folclore del Gay Pride è solo una carovana infantile in pasto ai media, come il bacio alle 22 sotto al Colosseo e tutte le belline quanto inutili manifestazioni che le associazioni omosessuali possono inventarsi. Sono io a dire stavolta: non ci sto.
Serve, come dice Pezzana, il sogno dell'infelicità. Seriamente perseguito ossia senza dare un colpo alla botte e uno al cerchio.

domenica 5 agosto 2007

ke qua nisciuno è fesso


Finalmente è arrivata, è la giornata della festeggiata.. Come ogni anno sei più grande, e così, -attenzione alla rimina- aumenta la taglia delle mutande!!! Eccoci oggi qui presenti di star con te felici e gaudenti. Musica, dolci e panna montata per festeggiarti in questa giornata. Tante stelline e campanelli per augurarti gli anni più belli: ehm ehm (guarda come infierisco : é inutile che strappi i calendari e butti via gli orologi, il tempo passa lo stesso! Ke Qua nisciuno è fesso! E oggi sei un anno di più :mi hanno insegnato A come anni che passano U come urrà! è il tuo compleanno! G come grande tirata d'orecchie U come un grande giorno R ragazze! (Loggi e Bartle ) come sei vecchia Queen! I come infiniti auguri Buon Compleanno! S non c’entra ma sta per sorridi finchè hai i denti per farlo ! E' bello festeggiare una persona saggia come te, così matura, così sofisticata ... troppo profonda per dare importanza a cose così superficiali e materiali... come i regali! Però sai ?- Come si dice- Ti avremmo potuto regalare qualcosa di speciale... unico... fantastico... ma noi come facevamo ad entrare in un pacco regalo ? Buon Compleanno Queen, ecco una torta virtuale per una persona speciale.. che le cose migliori per te si realizzino e che ogni anno tu sia sempre più felice AUGURI !!!!

giovedì 12 luglio 2007

Cevapcici e libri

carne di manzo tritata 200g
carne di maiale tritata 200g
farina di tipo 00 100g
cipolla 1
paprica dolce 1 cucchiaini
sale qb
pepe qb



E' estate inoltrata e non c'è nulla di meglio che una grigliata o barbecue - per dirla come chi parla fine - in giardino. Procuratevi gli ingredienti sopra elencati, amalgamateli, date la forma di piccole e sottili salcicce: eccoli, sono i cevapcici. Con loro ci potete grigliare delle costine, dei peperoni o melanzane, quello che vi pare. Sudate come bestie vicino al fuoco, un fumo che i vicini vi bestemmiano gli avi fino alla settima generazione, non importa voi date prova di "intelligenza sociale" vostra e altrui.
Il libro è di Daniel Goleman - autore anche di "intelligenza emotiva". E' un libro - per me che ho passato l'età in cui si cercano i tomi di psicologia, tanto complessi quanto indecifrabili, per spiegarsi perchè e per come di questo e quello, quando spesso non c'è nulla da capire - molto interessante. Illustra le neuroscienze in modo colloquiale, ci dice che il nostro cervello è fatto per connettersi agli altri, ci spiega cosa gli accade di buono e di cattivo quando io invece dei cevapcici vorrei grigliare qualcuno, ma se non lo griglio è meglio non solo per l'interessato ma anche per il mio stesso cervello: gli risparmio delle scariche di sostanze che a lungo andare potrebbero danneggiare lui e tutto il resto. In verità, l'esperienza e la vita ci avevano già insegnato che se io accolgo un amico con un pugno in testa difficilmente tornerà a trovarmi, però a volte lo si dimentica. Così come è stato interessante leggere delle applicazioni di questi studi nei servizi sociali: scuola, carceri, assistenza. Il succo è che un medico interessato non solo alle mie vertebre, lo preferirò ad un altro ed anche tutta la terapia sarà più efficace.
Allora voi alla grigliata invitate oltre che gli amici insuperabili in allegria, anche quello un pò sfigato, cercate di avvicinarlo emotivamente: ne avrete un beneficio emtrambe.
Come dice il Dalai Lama in "l'arte della felicità" non si pensa mai che lo scopo della vita - non lo pensano medici, terapeuti, industriali, imprenditori - dovrebbe essere la felicità, ovviamente non quella edonistica ma quella del sentirsi amati, rispettati ed importanti per una persona come per la collettività intera. Ci si accontenta del meno peggio, tuttavia il tempo non ritorna. Ci hanno quasi persuaso che lo scopo della vita è possedere il palmare, ingozzarsi di pandistelle eccetera eccetera. Non ho idea di come arrostiscano questi prodotti, anzi vi sconsiglio di provarci poichè temo liberino nell'ambiente sostanze inquinanti. Certo è che i cevapcici sono buoni e mangiare insieme attorno al fuoco è una bellissima sensazione atavica.

Bevetici sopra birra, coca cola, vino, acqua tutto quello che vi aggrada, conta solo alzare il bicchiere con la comprensione di essere uno uguale all'altro nello spavento e nello sgomento, nel bisogno di rispetto e amore.

martedì 19 giugno 2007

Due fotocopie


ore 9.00.
Sono seduta in un corridoio del Comune, settore edilizia, di fronte all'ufficio Visure e Copie.
Ho preso il numerino, attendo il mio turno per entrare nell'ufficio dove finalmente pare abbiano rintracciato la documentazione richiesta a fine febbraio da mia madre e relativa a lavori di ampliamento fatti nel suo appartamento nel 1970. Documentazione che sicuramente i miei genitori avevano ricevuto a suo tempo in copia, ma che non trovano più nella marea di cartacce che tengono allineate nei raccoglitori in libreria.

Una roba di concessioni, licenze, approvazioni.
Una roba che mi vengono i vermi al solo pensiero.
Una roba che mi fa pensare ai miei genitori che, ligi e onesti, 37 anni fa si erano imbarcati nella richiesta di autorizzazione dei lavori di ristrutturazione per ricavare una camera per me. La bambina cresceva, non poteva continuare a dormire nell'armadio-letto dell'ingresso.
Siamo a giugno, rintracciare la pratica ha preso solo tre mesi e mezzo, grazie all'efficiente, ma che dico, efficientissimo Sportello unico per l'edilizia del Comune.
Del resto, al catasto (gestione statale, altra roba) i lavori non sono mai stati registrati. No, dico, son passati solo 37 anni, diamogli il tempo, e che diamine.
Ho dovuto prendere un permesso per venire qui, perché occorre visionare di persona gli atti.
Sarebbe fantascientifico, immagino, pensare che il legittimo proprietario potesse ricevere a casa per posta (a pagamento, certo) le fotocopie vidimate degli atti rintracciati.
Lo sportello al pubblico è aperto solo dal lunedì al giovedì dalle 9.00 alle 11.30. Ignoro cosa facciano dalle 11.30 in poi, e per tutto il venerdì.
Entro, è il mio turno, non ho dovuto neppure aspettare tanto, un’oretta.
Ho in mano la delega al ritiro firmata da mia madre.
Ho la sua carta d’identità.
Ho la mia carta d’identità.
Esibisco il tutto.
Sì, siamo noi, madre e figlia, l’addetta alla distribuzione delle pratiche accerta questo incontrovertibile fatto.
Meno male.

E mi consegna un chilo e mezzo di fascicolo.
Da visionare e, se lo voglio, far fotocopiare.
Eccerto che voglio le copie, altrimenti siamo daccapo….
Ho a disposizione un tavolo, una sedia, delle clip e dei foglietti: se voglio far fotocopiare qualche foglio, basta che lo pinzi con un fogliettino bianco. Apperò, che organizzazione.
Mi siedo, apro il fascicolo, sfoglio. Timbri su timbri, e su tutti i fogli. Fogli apparentemente uguali, ma su alcuni c’è qualche timbro in più. Anche le date sono diverse, in progressione. Evidentemente il fascicolo comprende tutte le documentazioni prodotte nel corso del processo di autorizzazione, dalla fase di domanda fino alla concessione della licenza. La licenza è già a mie mani, l’avevo recuperata in un’altra sede del comune 15 giorni prima.
Mi chiedo: dovrò far fotocopiare tutto? Ritorno allo sportello, chiedo lumi.
“Mi scusi, secondo voi cosa è necessario fotocopiare?”
Risposta: “Non siamo tecnici, non sappiamo dire”.
“Ah”
Ma come, lo Sportello unico per l’edilizia - una perla strombazzata sul sito internet del Comune - è stato creato apposta per il cittadino ignaro dei misteri dei regolamenti dell’edilizia, perché chiunque potesse rivolgersi in Comune e ottenere le informazioni cercate, e qui, quali addetti alla consegna degli atti non ci sono dei tecnici che possano orientare il cittadino? Geniale.
Son quasi lì che mi decido a far fotocopiare tutto in blocco, quando un signore accanto a me mi dà una dritta:
“Fotocopi solo i disegni che riportano il timbro della licenza, vede questo timbrino esagonale qui, col numero di protocollo della licenza…tutto il resto non serve”
È un geometra che rintraccia pratiche, lo fa di professione. Ammazza, oggi devo essere proprio in forma smagliante per aver mosso a pietà un tecnico. Macchè, mi passa il suo biglietto da visita.
“Se le posso essere utile, pratiche di accatastamento, visure, concessioni edilizie…”
Gli sfodero un sorriso zoccolesco, prendo il biglietto, non si sa mai.
Pinzo gli unici due disegni (dei 15 presenti nel fascicolo) con il timbrino DOC e vado allo sportello.
“Ecco, allora fotocopio solo questi due disegni”
“Bene, torni fra due mesi”
“Eh?”
“Dobbiamo avere il tempo per fare le fotocopie”
Da notare che a fianco a me, di lato allo sportello, c'è una fotocopiatrice bellissima, nuova.
"Scusi, ma la fotocopiatrice è qui, e non c'è molta gente in coda. Mi basterebbe trattenere il fascicolo, le fotocopie le farei io..."
"Ma vede, noi dobbiamo seguire la procedura" (leggasi: neanche per idea, le fotocopie le facciamo noi e basta, le dobbiamo vidimare con il timbro del Comune che certifica la conformità all'originale, e ora io capisco cosa fanno dalle 11.30 in poi queste due signore che tecnici non sono...)
Mentalmente mi visualizzo come l'Incredibile Hulk, in trasformazione, che straccio la camicia e i calzoni a furia di gonfiarmi, tutta verde, afferro la fotocopiatrice bellissima e la scaravento in testa alle due signore.
Arriva allo sportello un'altra tipa, come me solo cittadina e non geometra, ha in mano 7 chili di documentazione e ha appena compilato un modulo dove dichiara di voler trattenere il suo fascicolone per alcuni giorni.
"Ma scusate, ma allora datemi un modulo, chè anch'io tratterrei volentieri, esco di qui, mi fiondo in una cartoleria, fotocopio, ve lo riporto, voi vidimate..."
"Va bene, vediamo se le fotocopie dei disegni vengono bene con questa fotocopiatrice qui, per procedura le tavole A3 le dovremmo far fare giù all'Ufficio tecnico fotocopie"
Già, perché sarebbe stato troppo furbo mettere la fotocopiatrice con la maggiore risoluzione grafica in questo stesso ufficio...Evidentemente negli scantinati ci sono degli altri poveri cristi che di mestiere fanno solo fotocopie dei disegni, non vedono nessuno e vivono in simbiosi con una fotocopiatrice spaziale, l'Enterprise delle fotocopiatrici, e allora mi domando di nuovo cosa caspita facciano queste due dalle 11.30 in poi...
Sfodero di nuovo il sorriso zoccolesco, dentro di me rido per non piangere, prendo le due fotocopie vidimate, ringrazio e esco.

E mi parte un sogno.
Sogno un milione di impiegati comunali convenuti da tutt'Italia nelle strade di Roma per manifestare il loro diritto, il loro orgoglio, di essere impiegati comunali.
Che ballano seminudi su fotocopiatrici.
Che timbrano tutto il timbrabile, anche i marciapiedi.
Perché anche loro vivono ai margini della società civile, e vogliono essere invece riconosciuti, integrati nei processi produttivi, utili per tutti noi.
Perché sono degni del loro lavoro. Perché loro sono la faccia dell'amministrazione locale.

Come mi piacerebbe se lo facessero anche loro, il loro Pride.

venerdì 15 giugno 2007

Roma, 16 giugno 2007

Angelo Pezzana ha oggi 67 anni (Fronte unitario omosessuali rivoluzionari italiani). Mario Mieli non c'è più (Elementi di Critica Omosessuale) Il primo Gay Pride si tenne nell'aprile 1972; non aveva alcunchè di riconducibile alla manifestazione di oggi. Si ritrovarono fuori dal Casinò di Sanremo, Pezzana, Mieli di ritorno da Londra, Enzo Francone sette anni dopo arrestato a Teheran per la protesta contro il regime Khomeini sul nodo dell'omosessualità. Partecipava la femminista francese Francoise D'Eaubonne del fronte omosessuale francese. Manifestavano contro un convegno internazionale di psichiatria che definiva l'omosessualità un flagello. Per la prima volta sui giornali si lesse, riguardo a quella protesta, la parola impronunciabile a caratteri cubitali.

Dice oggi Pezzana del Gay Pride che è "un grande circo da buttare in pasto al grande pubblico" così che l'opinione pubblica pensi agli omosessuali e le lesbiche come a degli stupidi, bambini deficienti che giocano per un giorno con piume e lustrini, nella peggiore delle ipotesi dissoluti capaci di qualsiasi nefandezza ed indecorosità. Mentre negli Stati Uniti sfilano con i loro abiti di lavoro – pompieri, bancari, infermiere, poliziotti - a sottolineare la “normalità” che rivendichiamo.

Ha ragione, una nostalgica e delusa ragione uguale alla mia.

Io mi ricordo delle inchieste dell'Espresso e delle copertine del settimanale, nelle edicole di paese per un filino non finivano fra i porno perchè c'era la foto di due uomini e due donne nudi che quasi si abbracciavano. Mi ricordo di Elementi di Critica Omosessuale edizioni Einaudi che ovviamente in libreria non c'era e bisognò ordinarlo, l'ho aspettato sei mesi. Il libraio era un uomo anziano che non aveva nulla da perdere e ne sapeva troppo ormai delle persone, io andavo dopo le lezioni a chiedergli se fosse arrivato e lui mi sorrideva: solleciterò.

Chiedono a Pezzana cosa vorrebbe? E lui risponde: il sogno dell'infelicità. La disperazione per gli alimenti e la pensione, il diritto al matrimonio e al divorzio. Aggiunge:solo così otterremo il rispetto del verduraio, del direttore di banca, del giornalaio. Solo – dice – con la stessa infelicità degli etero.



E' questo il punto.