Visualizzazione post con etichetta cinema. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta cinema. Mostra tutti i post

domenica 25 novembre 2007

Elizabeth - The Golden Age

Si racconta che Elizabeth, sopravvissuta ad uno dei tanti attentati dei quali fu bersaglio, visitò nella Torre di Londra la sua giovanissima attentatrice che era poco più di una bambina allo scopo di graziarla. La carcerata disse alla Regina: non fatelo perchè cercherò di colpirvi di nuovo ed Elizabeth la graziò perchè non si era sottomessa neppure in quel caso, mostrando fierezza ed orgoglio di sè.
C'è tutto il carisma, l'intelligenza e il mito che nei secoli si è ripetuto e moltiplicato nella scena in cui il giovane appartenente al complotto spagnolo verso di lei, le punta la pistola contro e Sua Maestà vestita di un abito bianco si gira, lo guarda, tace allargando le mani in un breve e lento movimento in segno di resa; così come nell'esitazione del giovane c'è tutto il significato, il peso e l'intoccabilità della parola e della figura "sovrana" per gli inglesi di quel tempo, ma forse ancora un pò a tuttoggi.
C'è tutta tutta la solitudine di una donna di rara grandezza quale fu Elizabeth nel momento in cui chiede al capitano di vascello di baciarla e cade in lacrime sulle ginocchia di lui, sopraffatta dalla separazione splendida a cui la costringe il suo ruolo di regina. E c'è tutto il sovrano, il politico, la donna, la madre, la sposa di un popolo e di una terra quando Elizabeth esce vestita del più femminile degli abiti femminili, ossia una camicia da notte, a guardare dalla scogliera la sconfitta della flotta spagnola.
Un continuo ricercare l' equilibrio fra il sovrano e la donna è questo film entusiasmante, per il quale non capisco tutte le critiche sulla brevità dello scontro navale che invece mi è sembrato proporzionato poichè non è una cronaca storica o un film di guerra, ma il racconto degli atti, le inquietudini, le domande di una delle sovrane d'Inghilterra più amate, di una donna eccezionale nel suo passato tragico e nella personalità magnetica.
A chi volesse conoscere altre interpretazioni del personaggio controverso ed indimenticabile nella storia del genere umano che è stata la Regina Elisabetta I, consiglio "Lo Specchio di Elizabeth" di Nadia Fusini ed. Mondadori, edito qualche anno fa e piuttosto sconosciuto, ma affascinante ed intrigante come lei e la sua vicenda umana.
Il film si conclude con le parole di Elizabeth sulla sua incontestabile libertà non avendo marito, figli o altro ed essendosi dedicata solo all'Inghilterra: sono libera, sono me stessa, dice. Da rividere e lo rivedrò come più volte ho visto il primo.
Il film è stato giudicato dai critici troppo sull'onda dell'emozione, secondo me sbagliando. E' un film dalle scene spettacolari, dalla fotografia perfetta, sul potere in mano ad una donna eccezionale. Cate Blanchett dieci anni dopo il primo è Elizabeth pienamente, il film sembra essere suo come il personaggio, al resto del cast resta molto poco da interpretare, però anche loro lo fanno benissimo.

lunedì 24 settembre 2007

L'Ultimo Inquisitore

"L'ultimo inquisitore" è un bellissimo, un perfetto cinematograficamente parlando, film sul potere, sull'essere umano, sulle ideologie e sulla non religione, ma potere secolare della religione.
Ai tempi dell'Inquisizione Spagnola e del re francese Carlo IV una ragazza, giovane, bella, piena di allegria, di voglia di vivere e di speranze e fiducie come solo si può essere nella giovinezza viene convocata dall'Inquisizione e accusata di giudaismo perchè non mangia maiale. Sottoposta alla prova incontrovertibile della corda, confessa sì di praticare i riti del giudaismo suoi e dei suoi avi. La storia prosegue in modo sorprendente. Quindicianni dopo, in Francia c'è già stata la Rivoluzione Francese. Voltaire e Roussau scrivevano già da tempo e diffondevano le loro moderne idee. Napoleone invade la Spagna per liberarla dal giogo della Chiesa e dalla monarchia che di essa era ostaggio. La ragazza viene liberata dal carcere inquisitore, ma subisce altre violenze dall'esponente di un regime che si ispirava alla Carta dei Diritti, dell'Uomo. Arrivano ora gli Inglesi ad invadere la Spagna e riprestinare il potere della Chiesa oltre che della Corona.
Racconta l'essenza di tutto il film la scena in cui il popolo, dopo essere stato urlante e plaudente verso gli Inglesi, durante l'esecuzione pubblica dell'esponente del passato regime, rimane sulla piazza vuota e balla e canta stavolta persuasa e ciecamente schierata a favore dei nuovi invasori come lo furono ai tempi dei francesi. La ragazza è ormai del tutto impazzita da quanto ha subito, ha in braccio un figlio non suo ma che lei crede tale e accompagna il carretto, prendendo la mano al morto, sul quale è stato gettato il cadevere dell'esponente giustiziato, baciandogliela mentre scorrono per un vicolo di pietra deserto. Il pittore Goya, che sarà uno dei protagonisti di questo film, la chiama ma lei non lascia la mano del cadavere di quello che crede il padre del figlio non suo.
Goya, che non ha difeso la ragazza ai tempi dell'Inquisizione, ha cercato fino a qui di riscattare la sua ignavia e accusa il potente esponente giunto coi francesi di essere una "puttana" della fede e delle ideologie, ma questi gli dice che la "puttana" in realtà è lui: è lui che dipinge per il re, che ha dipinto per la Chiesa ed ora dipingerà per il nuovo potere. Dipingerà forse l'angelo sulla volta della cappella di un convento che ha il viso della ragazza e ogni giorno e notte e momento il pittore si vede davanti agli occhi come ricordo di una purezza ed una innocenza perduta e ricercata che la scusa di essere un pittore - ma potrebbe essere un intellettuale, uno scrittore, un qualsiasi altro artista - non gli fornisce al di là di tutto: come una sgualdrina è pronto ad offire la sua Arte a chiunque paghi, le sue mani sono sporche di sangue come quelle di chiunque.

sabato 20 gennaio 2007

Les Filles du Botaniste

"Les Filles du Botaniste" l'ho visto in francese con sottotitoli in spagnolo e mi viene da ridere perchè un colpo di francese e una letta di spagnolo, considerata la mia conoscenza dell'una e dell'altra lingua, ce l'ho fatta a capirci qualcosa. Va bè ma del fatto che non ci siano edizioni italiani di alcuni film, ne abbiamo già parlato e individuato un pò le ragioni.
E' un film sensuale pur non avendo alcuna scena esplicitamente erotica; a sostenere che l'uso del sesso nel cinema e nella narrativa ha un senso solo se serve a qualcosa. L'assenza in questo caso è servita a sottolineare l'illegalità dei rapporti omosessuali in Cina; non credo che le protagoniste abbiano posto divieti, forse è stata proprio la sensibilità degli autori a privarlo, a ragione. E' un film che anche per questo si mette nelle mani, nella sensibilità di chi lo guarda, per potervi cogliere le sfumature, i dolori e le difficoltà taciute. E' dunque una delle più belle forme di cinema perchè affida alle immagini il compito della suggestione per comprendere. Ed è un film che consiglio per due ragioni: la prima è riflettere sulla condizioni delle persone omosessuali in regimi come quello cinese. La seconda è che se è vero non esiste amore senza sesso, ma esiste sesso senza amore, quando gli "eredi" delle ceneri funerarie le spargono nel grande fiume, voi avrete il dubbio, posto da un gesto definitivo come quello a cui assisterete, ci sia qualcosa d'altro.
Appositamente non ho scelto dal web come foto la locandina del film o le rare scene di nudo, ma questo fotogramma. Buona visione.