venerdì 25 settembre 2015

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lunedì 25 novembre 2013

STOP ALLA VIOLENZA CONTRO LE DONNE



130 sono ad oggi dall'inizio dell'anno le donne morte in Italia a causa della violenza contro le donne, quelle di cui sappiamo, perchè noi non sappiamo precisamente quante, di tutte le età, razze, estrazione sociale e culturale, orientamento affettivo e sessuale, livello economico, sono vittime di una violenza che non conduce al decesso ogni giorno, in questo momento anche, in tutte le parti d'Italia.
Non chiamate follia la violenza che le ha condotte alla morte, non chiamate la loro morte giallo, non chiamate la loro morte dramma della gelosia, non chiamate amore distorto quello di chi le ha assassinate, non lo chiamate degrado culturale quello in cui la loro morte è avvenuta. Per favore, non cavalcate l'onda di una scadente e ignorante oltre ad ipocrita informazione che si è inventata la categoria del femminicidio perpetrato per lo più dal maschio, di solito marito o compagno. Chiamatela per quella che è: violenza, bestiale, la violenza è potere, la violenza per esercitare un potere di cui non siamo sicuri è dentro tutti noi e soprattutto non ha sesso, estrazione sociale e culturale, razza ed età.
La violenza contro le donne, domestica per lo più, fisica o psicologica o tutte e due insieme cominciando con quella psicologica per arrivare all'altra, è perpetrata da mariti, compagni, amici, padri, figli, fratelli, estranei e persino dalle stesse donne. La violenza contro le donne è a tutt'oggi sostanzialmente taciuta da chi la subisce, tenacemente taciuta se a subirla è una donna disabile, extracomunitaria, omosessuale. Le donne che la tacciono non sono sceme, hanno paura. Le donne che subiscono violenza e non la denunciano sanno di subire un abuso, che quello non è amore, che hanno vicino a loro un animale, ma non hanno alternativa, perchè non hanno lavoro per essere indipendenti, non hanno immediato aiuto, non hanno solidarietà. Perchè? Perchè c'è la crisi e le donne trovano ancora meno lavoro, perchè le case protette sono poche e sono pressochè inesistenti in alcune parti del paese, perchè se sono anche disabili i fondi per l'assistenza alla disabilità sono stati tagliati, se sono anche lesbiche non hanno dignità sociale in questo Paese, perchè se sono extracomunitarie sono praticamente il nulla in questo Paese.
Sappiate che ci sono teorie e testi, anche religiosi, che tollerano la violenza come metodo educativo dei figli e controllo della donna coniugata. Sappiate che ci sono donne capaci di tacere quando un uomo racconta loro, ne sono testimone, di aver picchiato o pensato di fare peggio ancora, la propria moglie o compagna, pensano: sono affari delle famiglie o qualche colpa ce l'ha pure lei, chissà non ha lavato i piatti o non cucina bene.  Ci sono madri che discriminano ancora fra  figli maschio o femmina.  Sappiate che  può succedervi di chiamare la polizia, come è accaduto ad una mia amica, dire loro di sentire una donna urlare terrorizzata sulle scale e sentirvi rispondere: tanto, stia tranquilla, non l'ammazzano. Sappiate che vi può capitare di sentire un prete dire che le donne dovrebbero farsi un esame di coscienza.
Ora pensate che una o più di quelle donne era madre come forse siete voi e i suoi figli ora sono orfani perchè tanto è un litigio di quelli soliti delle coppie. Quelle donne avevano certamente una madre come l'avete voi e ve l'hanno assassinata poichè voleva decidere qualcosa anche lei. Era certamente figlia come voi forse avete una figlia, adulta o bambina, e gliel'hanno ammazzata perchè non si faceva esami di coscienza e in fondo provocava. Forse erano sorelle di qualcuno che se le voleva portare a casa sua e assisterle nella loro disabilità, ma loro non volevano pesare sugli altri e sono rimaste insieme al loro assassino, almeno un tetto sulla testa l'avevano. Erano certamente amiche di qualcuno che spiegava loro  non poteva essere amore un rapporto così squilibrato, così possessivo, ma loro avevano paura di rimanere sole e col tempo magari cambia, si calma. Non si calmerà, statene certe. Se succederà, succederà perchè lo vuole e perchè avrà trovato una ferrea opposizione intorno a sè.
Ci servono dunque operatori della legge e della sicurezza specializzati solo in contrastato della violenza contro le donne, ci serve dunque impegno della politica nei campi del lavoro, del sociale e dei diritti civili, operatori della sanità ancora più specializzati, l'impegno degli esponenti della cultura, dell'informazione e della comunicazione più responsabili, operatori della scuola competenti, ci servono mezzi economici per i centri antiviolenza e case protette per aiuti immediati. Ci serve che uomini e donne insieme affrontino questa situazione esplosa non a caso in questi nostri anni di individualismo esasperato, di insicurezza, di cambiamento, ma in realtà sempre esistita.
Ho scelto la foto delle scarpe rosse perchè sopra quelle scarpe doveva esserci una donna viva, libera di camminare nella sua vita che la aspettava, bella o brutta che avrebbe potuto essere la sua vita, quella donna doveva rimanere con noi, certa di essere protetta e tutelata,  per portarci le sue competenze, la sua esperienza e le sue speranze necessarie per lasciare a chi viene dopo di noi un mondo senza violenza contro le donne.

domenica 10 novembre 2013

Le Cose Cambiano





 Le Cose Cambiano


Vorrei presentare un progetto relativamente recente per l'Italia: Le Cose Cambiano. Del progetto oltre che il sito, raggiungibile cliccando sul link, esiste anche il libro in formato ebook e cartaceo.
L'iniziativa proviene dagli Stati Uniti dove Dan Savage e Terry Miller hanno dato vita al sito It Gets Better.
Negli Stati Uniti, come da noi e in tutto il mondo, c'erano e ci sono numerosi suicidi di adolescenti omosessuali, Dan Savage ha voluto qualche anno fa,  fare qualcosa per questo problema del quale non possiamo disinteressarci. Prima con un video su Youtube, poi con il sito ha pensato di raccogliere il coming out e il racconto delle storie delle persone omosessuali la cui qualità della vita è migliorata nel tempo attraverso video autorealizzati che è possibile caricare sul sito; nel nostro caso sul sito italiano. Sono presenti video anche di solidarietà da altre personalità.
Serve fare alcune osservazioni.
La prima è che con questo progetto si apre finalmente una porta di solidarietà degli omosessuali più grandi per età verso quelli più giovani. Questo gesto di solidarietà doveroso è stato sempre bloccato dall'ipotesi di accuse infamanti quali quelle di pedofilia, per esempio.
La seconda è che un adolescente omosessuale non ha sempre nella famiglia d'origine quel rifugio e quel sostegno che tutti i giovani dovrebbero avere nelle loro famiglie, poichè non tutti i genitori reagiscono al coming out del figlio/a in maniera positiva; e, qualora  questo accada, la famiglia d'origine eterosessuale non è per quanto cerchino di fare alcuni genitori particolarmenti intelligenti e sensibili il luogo in cui trovare un riscontro preciso ai loro disagi, per ovvie ragioni.
La terza osservazione è che nel nostro paese bigotto abbiamo infinitamente meno personalità politiche, artistiche, intellettuali pubblicamente dichiaratasi omosessuali le quali possano con la loro presenza contribuire ad un clima culturale e sociale  totalmente diverso da quello in cui siamo immersi.
La quarta ci viene spiegata dal libro stesso ossia noi definiamo bullismo il gesto violento eclatante, ma anche il dileggio, lo sguardo derisorio innanzi a coppie omosessuali che si baciano in pubblico e via dicendo sono una sottile ma non meno offensiva e destabilizzante forma di bullismo alla quale le persone omossesuali adulte sanno certamente, o almeno si spera, reagire con maggiore efficacia rispetto ad un adolescente.
Ma l'adolescenza è, come tutti i tempi della nostra vita, irripetibile e non si capisce perchè si debba consentire un tale malessere, fino al suicidio, che privi gli omosessuali adolescenti del loro tempo stupendo, confuso, indeciso e ultrasensibile ma anche spensierato, ancora ingenuo, sicuramente fiducioso come appunto è il tempo dell'adolescenza.
Io stessa non la posso ricordare  per quanto riguarda la mia scelta affettiva e sessuale come un periodo della mia vita spensierato,  alla soglia dei cinquantanni questo mi dispiace molto, sebbene sappia di essere stata enormemente fortunata rispetto alle esperienze sperimentate dagli adolescenti della mia generazione.
Nel segnalarvi dunque il sito vorrei invitarvi a sostenere il progetto attraverso l'acquisto nel libro. Se volete o potete caricate sul sito italiano un breve video realizzato da voi il quale possa, attraverso il racconto della vostra storia o le vostre riflessioni, dare sostegno e fiducia agli adolescenti omosessuali. Le cose cambiano, dopo un pò di anni, basta resistere e se non cambiano in maniera straordinaria certamente saranno cresciuti e diventati più forti, più capaci, più creativi da sapere come dice Jeanette Winterson nella sua autobiografia cercare sempre la felicità, non  necessariamente essere felici, ma cercare sempre la felicità.
Noi più grandi abbiamo il dovere morale di aiutarli e preparare loro una società meno omofoba. A ciascuno il suo compito.

giovedì 25 aprile 2013

La repubblica è morta, il 25 aprile...



…anche ed io sono stufa delle sparate necrofile di Grillo. Quella di oggi sul 25 aprile – immagino già quella del 1 maggio – è quasi peggio, anzi è proprio peggio di quando quelli del centrodestra non lo celebravano. Loro non lo celebravano, ma noi almeno lo possedevamo.

Per 20anni – non bruscolini - questo Paese è stato tenuto nella paura . Paura dei comunisti in primis, dell’uomo nero, della giustizia, dell’eguaglianza.
Vuole adottare lo stessa sistema? Si rende conto della paura della povera gente quando lo sente vaticinare la bancarotta per ottobre? E se se ne rende conto perché continuare a terrorizzare quelli che si tirerebbero un colpo, ma ancora un po’ di speranza magari l’hanno? Per altro un Paese con il 37%  di disoccupazione e un suicidio un giorno sì e uno no, a me pare già in bancarotta; cinismo per cinismo manca solo di portare i libri in tribunale. E il tribunale sarà lui?

Perché, dopo aver fatto esplodere la rabbia e la voglia di rivoluzione, continuare a tenere i cittadini sull’orlo della tensione, come sta facendo? A cosa serve? Si rende conto che corre il rischio di essere sepolto dal disinteresse, - perchè tanto urla soltanto, insulta e basta - lasciando con un pugno di mosche i suoi elettori e collaboratori.

Questo Paese ha milioni di cittadini, di famiglie sofferenti di sacrifici che lui non solo ha mai provato ma neanche se le immagina – a quel vecchio friulano che lo incalzava di fare bene, sembrava rispondere come se lo considerasse un demente…sì sì certo certo.. A noi? – che se non sbraitano è solo perché sono più responsabili di lui e della classe dirigente di questo Paese. Vogliamo cambiare, non ammazzarci per strada come 70anni fa. Vogliamo la politica come equilibrio dei modi e delle necessità dei cittadini e non come potere e privilegio,  per questo sono morti migliaia di uomini e donne che prima sotto un regime avevano passato l’indicibile. Quella morte non è uno qualsiasi  di meno, ma la fine del diritto al vivere e alla felicità che è di tutti. Per questo il 25 aprile è vivo, è vivissimo oggi come non mai.

Gasparri che fa il dito medio alla piazza è l'esempio illuminante di una classe politica arrogante e veniale, attaccata solo al potere e al privilegio: mediocre cultura, mediocre intelligenza, assente statura politica, poichè è un istinto che costituisce la differenza pensare alla buonafede di quella piazza, fino a prova contraria, e anche dove ce ne fosse stata prova ma ci fosse stato anche solo un cittadino in buonafede lui quel dito medio se lo doveva tagliare.

Franceschini contestato al ristorante che stupito dice di non aver mai potuto immaginare una contestazione a causa del suo voto a Napolitano, è il seguito dello spettacolo: non ricorda o disconosce di aver dichiarato insieme al suo partito "non inciuci con il Pdl", era assente quando il suo partito ingovernabile affossava nientemeno che Prodi oppure non ricorda di nuovo. Quella sera non lo ha sfiorato il pensiero che forse era prudente starsene a casa, cielo! non come un topo, ma almeno con pudore.

I calcoli sbagliati e l'irrigidimento sul non statuto fatti da Grillo e Casaleggio fanno di questo inciucio un merito anche loro. Merito di aver escluso metà della popolazione con l’attaccamento alla Rete e con questa metà non averci parlato e spiegato. Merito di essersi guardato bene dal sporcarsi le mani come gli hanno ricordato ampiamente nella mia Regione, che ha appena votato e lo ha penalizzato. 

Nel suo tsunami tuor qui in FVG ha attaccato strenuamente la Serracchiani, ma non la destra? Perché? Perché lui sa che fra i suoi elettori o potenziali tali ci sono molti di sinistra – che il PD non ha rispettato e ne ha fatto le spese e le farà ancora, perché non si può chiamare gli elettori e volontari ad ogni frullar di primarie, referendum, campagna elettorale e quando questi cercano di comunicare, rispondergli parafrasando Sordi: noi siamo noi e voi non siete un cazzo. Ha fatto benissimo la Serracchiani ad esigere un perché.  Ed è agendo e ragionando così che ha avuto il voto degli elettori non del PD, come sono io.

A quelli che  hanno votato M5S, ma è corretto in questo caso dire Grillo, e oggi gli rimproverano questo, risponde: vi siete sbagliati a votarci. Bene dia indietro – casomai fosse realistico – il voto e vediamo quanto ha preso?

Sullo sfondo potere ed interessi, enormi, ben più grandi della pochezza di tutta la classe politica odierna. Un'ombra, di cui forse un giorno sapremo, che si è stesa già nel novembre 2011 e chissà ancora su quanto del nostro futuro e delle nostre vite.

Come diceva Cacciari, le in-audite ossia mai udite prima parole del presidente Napolitano durante il suo giuramento e l'applauso dei parlamentari sono uno sputo non solo sulla rabbia dei cittadini, ma l'ennesima presa per il culo - permettetemi l'espressione - che evoca alla mia memoria le famose tre parole "resistere resistere resistere".
Resistiamo nel ricordo dei valori della Resistenza di cui il primo era che nessuno mai più poteva avere una verità e un potere assoluto.

Per questo il 25 aprile è vivo, vivissimo.






martedì 23 aprile 2013

Il giorno dopo? Serracchiani presidente...

...ma attenzione una disaffezione al voto del 50% per cento degli aventi diritto. Una cosa mai successa nella mia regione. Attenzione perchè questa è la regione dell'onorevole Fontana, quello della legge sul divorzio. Questa regione ha ospitato Eluana Englaro nei suoi ultimi giorni.  Insomma qui è un pò un'officina.
Si capisce dunque che tanti non votanti non solo parlano ai nostri politici, ma anche al resto di quelli del Paese e dicono di un rifiuto di participare alla vita democratica del Paese che non è disinteresse, anzi erano un grande interesse e seria passione ma sono stati respinti da errori e comportamenti inaccettabili, alcuni dei quali ho riferito ieri.
Ripetiamo se servisse che domenica, e lunedì ancor meno, non c'era una ragione particolare e dirompente che potesse indurre la gente a disertare le urne: non è successo nulla di tremendo - grazie al cielo - il tempo era brutto. Assurda un'elettrice M5S che ha sostenuto: non si è quasi parlato di elezioni. E serve parlarne? I cittadini pensa non vedano i cartelli elettorali, non capiscano perchè i figli non sono andati a scuola? Quale sia il loro dovere? Lo hanno sempre saputo fino a domenica; e chiedersi perchè ora pur sapendo, hanno scelto diversamente? Per chi ha preso i suoi concittadini che in questa regione non hanno mai tenuto un comportamento simile?

Ha vinto Debora Serracchiani sul filo di lana. Probabilmente avrebbe vinto meglio di come le è successo, se a Roma il suo partito non avesse dato lo spettacolo che ha dato, durante il quale dichiarò: votiamo Rodotà e niente inciuci; il suo gruppo ha completato egregiamente il salvataggio  di sorti quasi segnate alla vigilia del voto Seguendo il suo blog si possono leggere una marea di commenti volgari e violenti diretti a lei e al suo partito. Brava davvero a galleggiare su questa melma dell'intelligenza, della civiltà e della politica e soprattutto ad emergere. Speriamo per noi tutti si riveli brava ancora di più a governare questa Regione.
Il M5S si è dimezzato. Oggi si consola, candidato in testa alla dichiarazioni, dicendo che hanno fondato il movimento in questa regione.
Questo per il movimento è il secondo tsunami, che si è rivelato un'ondina. Un leader fondatore che è venuto qui, senza ben conoscere la regione, è stato incalzato dalle accuse e dalle domande degli elettori. Un candidato locale che come accaduto la Serracchiani, ha anche scontato il comportamento del suo movimento a livello nazionale, pesantemente scontato, perchè ci si aspettava - Grillo per primo - una regione a 5 stelle. Si è stupito che un contestatore  a Trieste lo abbia chiamato signor Grillo? Non ha colto nè l'ironia e neppure ha riflettuto che siamo stati dominati dagli Asburgo  e per noi la forma è importante quanto l'efficienza e la serietà.
Tondo è in agguato. Come previsto nell'Alto Friuli e nella provincia di Udine e Pordenone si riscontra la sua migliore affermazione. La coalizione di Tondo era costituita oltre che dal Pdl e dalla lista Tondo, dalla Lega, Udc e LaDestra, tutti insieme lo hanno tenuto alto, non abbastanza comunque. Se dopo questa foto a Roma capiranno qualcosa, il Paese ha - mi permetto di dire - il problema dei problemi.
Speriamo che Debora Serracchiani  qui non faccia inciuci, che non scambino il lavorare insieme per inciuciare. Per statuto qui la sua opposizione sarà Tondo. Si dovrà fare - permettetemi l'espressione - un mazzo così.